GRI, ESRS e VSME: come orientarsi tra gli standard di sostenibilità
Oggi anche le PMI sono chiamate a rendicontare il proprio impegno in materia di sostenibilità, ma non sempre è chiaro quale standard adottare. Con l’entrata in vigore della CSRD e l’introduzione del nuovo standard volontario VSME, il panorama si è ampliato e strutturato. Sapere quale framework utilizzare è essenziale per dare credibilità al percorso di sostenibilità intrapreso: essere sostenibili è vitale, ed è importante comunicarlo nella maniera corretta.
La sostenibilità non è più solo una buona intenzione: per molte imprese è diventata una responsabilità concreta, normata e da rendicontare. Ma una domanda continua a emergere, soprattutto tra le piccole e medie imprese: quale standard di rendicontazione di sostenibilità adottare, e in quale contesto?
Con l’entrata in vigore della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), lo scenario europeo si è fatto più complesso e, al tempo stesso, più strutturato. Oggi i principali riferimenti sono GRI, ESRS ed il nascente VSME, lo standard volontario pensato per le PMI europee.
Vediamo insieme le differenze tra questi standard, per capire quando e perché usarli.
1. GRI: lo standard globale volontario, adatto a ogni taglio di impresa
Il Global Reporting Initiative (GRI) è lo standard di rendicontazione di sostenibilità più adottato al mondo. È nato alla fine degli anni '90 come iniziativa per aumentare la trasparenza sui temi ambientali e sociali, ed è oggi utilizzato da aziende di ogni settore e dimensione.
La forza del GRI sta nella sua flessibilità: è volontario, modulare e consente a ogni organizzazione di costruire un report personalizzato in base alla propria realtà. L’approccio del GRI si fonda sulla cosiddetta materialità d’impatto, cioè sulla responsabilità che un’impresa ha verso l’ambiente e la società, indipendentemente dalle conseguenze economiche dirette.
Quando usare il GRI:
- - Se sei un’azienda non obbligata dalla CSRD, ma vuoi iniziare a rendicontare volontariamente i tuoi impatti ESG;
- - Se vuoi comunicare in modo trasparente con i tuoi stakeholder (clienti, comunità, fornitori, dipendenti);
- - Se sei una PMI che parte da zero, ma vuoi adottare uno standard riconosciuto e adattabile;
Negli ultimi anni, il GRI ha lavorato a stretto contatto con l’EFRAG (l’organismo che ha sviluppato gli ESRS), proprio per favorire coerenza e interoperabilità tra standard. Questo significa che chi utilizza oggi il GRI potrà integrare in modo sempre più semplice gli standard ESRS.
2. ESRS: lo standard obbligatorio per le imprese soggette alla CSRD
Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono lo strumento ufficiale di rendicontazione introdotto dalla Commissione Europea per dare attuazione alla CSRD, in vigore dal 2024 per le grandi imprese e progressivamente estesa anche ad altre categorie.Si tratta di uno standard obbligatorio, completo e molto articolato, pensato per assicurare comparabilità, qualità dei dati e rigore metodologico. A differenza del GRI, l’ESRS adotta la doppia materialità, che obbliga le imprese a considerare sia gli impatti che generano (materialità d’impatto), sia i rischi e le opportunità che derivano dai fattori ESG sul proprio business (materialità finanziaria).
Quando usare gli ESRS:
- - Se sei un’impresa soggetta alla CSRD (i.e. grandi aziende e/o imprese madri di gruppi);
- - Se sei una PMI che fa parte della catena di fornitura di grandi gruppi europei, e senti la necessità di adeguarti ai medesimi standard;
- - Se vuoi rendicontare in modo conforme ai requisiti normativi dell’Unione Europea;
Gli ESRS sono suddivisi in standard generali (sulla strategia di conduzione), ambientali, sociali e di governance, con oltre 80 disclosure obbligatorie o condizionate dalla valutazione di materialità.
3. VSME: lo standard semplificato per le PMI non soggette all'obbligatorietà della rendicontazione
La grande novità nel panorama europeo è l’arrivo del VSME (Voluntary Standard for Micro and Small Enterprises), uno standard volontario semplificato, sviluppato dall’EFRAG, pensato su misura per le piccole e micro imprese.
Il VSME nasce per rispondere a una doppia esigenza: da un lato, aiutare le PMI a comunicare i propri impegni di sostenibilità; dall’altro, facilitare il dialogo con banche e grandi aziende che chiedono sempre più spesso ai propri stakeholder informazioni ESG.
Quando usare il VSME:
- - Se sei una micro o piccola impresa non soggetta a obblighi normativi, ma vuoi iniziare un percorso di rendicontazione;
- - Se i tuoi stakeholder ti chiedono dati ESG, ma non sei strutturato per affrontare una rendicontazione con standard complessi come gli ESRS;
- - Se vuoi strutturare la tua sostenibilità interna, senza per forza pubblicare un bilancio completo;
Il VSME prevede due livelli: uno base, pensato per una comunicazione semplice e accessibile, e uno avanzato, più vicino alle rendicontazioni più strutturate. Non è obbligatorio, ma è sicuramente uno strumento strategico per PMI lungimiranti.
Conclusioni
La rendicontazione di sostenibilità non è più riservata a poche grandi imprese. Con l’evoluzione normativa e l’attenzione crescente degli stakeholder, ogni azienda – grande o piccola – è chiamata a riflettere su come comunicare il proprio impegno ambientale, sociale e di governance.
Per le imprese europee, la scelta dello standard diventa quindi uno strumento di posizionamento, dialogo e crescita. Che si tratti del GRI, dell’ESRS o del VSME, ciò che conta è iniziare. E farlo in modo coerente con le proprie capacità, ambizioni e relazioni di mercato.

