Economia circolare: perché è fondamentale per il futuro delle imprese
L’economia circolare è un modello che permette di ridurre sprechi e creare nuovo valore mantenendo prodotti e materiali in uso più a lungo. Nonostante quasi l’80% delle aziende ne riconosca l’importanza strategica, solo una minoranza possiede filiere davvero pronte per applicarla su larga scala. Per scalare la circolarità servono priorità chiare, supply chain ibride, tecnologia, competenze e un quadro normativo favorevole.
L’economia circolare è un modello di sviluppo pensato per superare la logica lineare del “produci–consuma–smaltisci”. Invece di generare rifiuti e dipendere continuamente da nuove materie prime, la circolarità punta a mantenere prodotti, materiali e risorse in uso il più a lungo possibile, grazie ad attività come riuso, riparazione, rigenerazione e riciclo.
In pratica, rappresenta un cambio di prospettiva: ciò che un tempo veniva visto come scarto diventa nuovo valore. Per le aziende significa ripensare processi e supply chain, progettare prodotti più durevoli e riciclabili, sviluppare servizi innovativi basati sull’estensione della vita utile dei beni, e creare nuove collaborazioni lungo la filiera.
Oggi la transizione verso modelli circolari non è più solo un tema ambientale: è un vero e proprio fattore strategico per la competitività.
Economia circolare: un valore riconosciuto, ma ancora lontano dalla piena applicazione
Secondo un recente report del World Economic Forum, il 79% dei manager del settore manifatturiero considera l’economia circolare fondamentale per il proprio business. Tuttavia, solo 1 azienda su 5 ritiene di avere una supply chain abbastanza strutturata per generare valore significativo da modelli circolari su larga scala.
Questo divario tra ambizione e capacità operativa evidenzia un rischio concreto: quello di trasformare le buone intenzioni in opportunità mancate.
Ancora più interessante è che il 95% dei dirigenti prevede che la circolarità diventerà “importante o molto importante” nei prossimi tre anni, con un forte ottimismo sugli impatti economici: l’80% si aspetta ricavi superiori alla media grazie ai modelli circolari, e il 70% prevede margini più alti rispetto ai modelli lineari tradizionali
Le barriere che ostacolano la trasformazione circolare
Nonostante il consenso crescente, le aziende si trovano oggi ad affrontare ostacoli complessi. Lo studio ne evidenzia quattro categorie principali:
1. Difficoltà operative e logistiche
raccolta dei materiali di ritorno non sempre affidabile
✔️ qualità variabile dei prodotti da ricondizionare
✔️ costi elevati di logistica inversa
✔️ complessità dei processi di riparazione e rigenerazione
2. Questioni economiche e di mercato
✔️ alti investimenti iniziali
✔️ domanda incerta per i prodotti rigenerati
✔️ ricavi non sempre sufficienti a coprire i costi nella fase iniziale
3. Carenze tecnologiche e infrastrutturali
✔️ tracciabilità limitata
✔️ assenza di sistemi digitali integrati
✔️ infrastrutture insufficienti per gestire flussi di ritorno imprevedibili
4. Ostacoli organizzativi e normativi
✔️ mancanza di competenze interne
✔️ incentivi deboli lungo la filiera
✔️ normative incoerenti nei diversi Paesi
Come scalare davvero: una roadmap per imprese più circolari
Lo studio individua una serie di strategie già adottate dalle aziende più avanzate.
1. Definire le priorità
La circolarità deve partire da scelte chiare, basate su quattro dimensioni:
✔️ prodotto
✔️ cliente
✔️ geografia
✔️ proposta di valore
I prodotti ideali sono quelli con alto valore residuo, elevati tassi di ritorno e buona riparabilità. A livello geografico, è consigliabile partire da Paesi con regolamentazioni favorevoli come quelle legate alla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) o all’EU Green Deal
2. Progettare supply chain ibride
La transizione non avviene dall’oggi al domani: la maggior parte delle aziende più mature integra flussi lineari e circolari nello stesso sistema produttivo. Solo il 5% opera con supply chain completamente separate
3. Attivare i motori della scalabilità
✔️ Tecnologie e dati: oggi solo il 30% usa l’intelligenza artificiale per progetti di circularity, ma oltre il 70% prevede di adottarla nel breve termine.
✔️ Finanza: gli investimenti nella circolarità hanno raggiunto 400 miliardi di dollari nel 2024, in forte crescita.
✔️ Competenze e cultura aziendale
✔️ Stabilità normativa e incentivi pubblici
Come sottolinea Bain & Company, la chiave è trasformare la circolarità da iniziativa isolata a modello di business integrato e scalabile.
Conclusioni
L’economia circolare rappresenta oggi una delle leve più importanti per competitività, innovazione e sostenibilità. Le aziende riconoscono sempre più chiaramente i suoi benefici economici e strategici, ma la strada verso una piena adozione è ancora complessa.
La trasformazione richiede investimenti, nuove competenze, processi ripensati e solide collaborazioni lungo la filiera. Tuttavia, le imprese che sapranno definire priorità chiare, integrare tecnologia e dati, progettare supply chain ibride e cogliere le opportunità normative saranno quelle che riusciranno a generare maggior valore e resilienza nel lungo periodo.
La circolarità non è solo un’opzione sostenibile: è una strada obbligata per costruire modelli di business capaci di affrontare le sfide del futuro.

